Focus su import ed export nel 2013

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Ecco dove esportano le imprese siciliane: Turchia e Francia in pole position
Focus di Unioncamere Sicilia sui dati import/export. Nel 2013 vendite all’estero a -14%.

In controtendenza “Prodotti alimentari” e “navi e imbarcazioni”

Palermo, giovedì 19 giugno 2014 – Ancora segno meno per le esportazioni siciliane, ma tra le imprese cresce la voglia di incrementare il commercio estero. Archiviato il 21,5% del 2012, il 2013 si è chiuso con un -14,8%, determinato da un calo delle vendite passate dai 13 miliardi di euro del 2012 agli 11 miliardi dello scorso anno. Un calo vistoso soprattutto in confronto al dato nazionale sull’export che si attesta sul -0,1%. Come già avvenuto l’anno precedente, la dinamica negativa è stata influenzata principalmente dalla diminuzione delle vendite dei prodotti petroliferi raffinati (scese ancora del 22%). Tuttavia, al netto dei prodotti petroliferi le esportazioni siciliane sono cresciute del 6% per un fatturato complessivo di 3,5 miliardi di euro. Al segno meno, infatti, fanno eccezione alcuni settori: in pole position con una crescita esponenziale c’è “navi e imbarcazioni” (+236%), seguito da “elettronica” e “prodotti alimentari” (entrambi +13%, in linea con l’anno precedente). Da segnalare l’aumento, tra i principali comparti, delle vendite di articoli farmaceutici (+10%) e prodotti chimici (+8). A scattare la fotografia sull’export made in Sicily è Unioncamere Sicilia che, nell’ambito della XII Giornata dell’Economia, ha fatto il punto sull’andamento del commercio estero nel 2013.

«Come sempre accade in Sicilia – spiegano gli analisti di Unioncamere Sicilia – l’export dell’Isola è determinato per circa due terzi dal settore petrolifero, concentrato per la quasi totalità nella provincia di Siracusa e in parte anche nel Messinese. Basta dunque – osservano – un calo nelle vendite del raffinato per influenzare tutto l’andamento del commercio estero. Di contro, però, assistiamo a una piccola e costante crescita di altri settori come – per esempio – quello dell’agroalimentare, specialmente in alcune province come Trapani, Messina e Palermo. Si tratta di un segnale positivo che viene ancora di più rafforzato dalla maggiore propensione che le imprese siciliane stanno mostrando nei riguardi dei mercati esteri». «L’export – commenta Antonello Montante, presidente di Unioncamere Sicilia – rappresenta uno dei motori di crescita più importanti per la Sicilia. Per questa ragione, l’azione a supporto dell’internazionalizzazione delle imprese è diventata una delle aree di intervento prioritario del sistema camerale. Servono scelte coraggiose per agganciare definitivamente la ripresa economica e dotare finalmente l’Isola di un piano industriale che incentivi le aziende a investire e creare sviluppo».

Tabella n.1 – Commercio estero Sicilia per province. Valore di importazioni ed esportazioni 2012/2013 e variazione percentuale (valori in euro).

Province IMPORTAZIONI ESPORTAZIONI
2013 Var. % 2012/2013 2013 Var. % 2012/2013
Trapani 197.330.902 -18,1 234.728.461 -2,2
Palermo 324.684.598 -41,0 257.626.581 18,3
Messina 5.282.203.413 36,8 1.385.141.059 8,7
Agrigento 120.082.862 15,5 172.418.224 36,9
Caltanissetta 240.157.740 -54,7 109.537.640 -75,2
Enna 35.715.232 -9,3 9.927.186 -10,5
Catania 1.479.878.211 13,7 1.272.458.116 5,9
Ragusa 219.301.731 11,7 271.321.828 8,1
Siracusa 12.089.207.309 -14,5 7.434.154.848 -20,2
Sicilia 19.988.561.998 -4,7 11.147.313.943 -14,8

Nel corso del 2013 le importazioni siciliane sono diminuite del 4,7%. Anche in questo caso la performance è determinata da un calo dell’acquisto del petrolio greggio (-9,6%) e da altri prodotti chimici (-16,8). Il saldo import/export è negativo: si importa di più di quanto si esporta per una differenza pari a 8,8 miliardi di euro. Tra i principali importatori si confermano la Federazione Russa e l’Azebaigian; in crescita l’Algeria e in forte calo la Libia. Sul fronte delle vendite all’estero, i principali mercati di riferimento sono Turchia e Francia nonostante entrambe siano in calo rispetto l’anno precedente del 3,2% nel primo caso e del 20,1% nel secondo. In aumento, invece, le esportazioni in Libia (+15,6%) mentre gli Stati Uniti perdono terreno con un -42,4%. Più in generale, a livello di macroarea, il primo partner commerciale dell’export siciliano sono i paesi Europei dove finisce circa il 50% dei prodotti made in Sicily (per un valore di 6,1 miliardi di euro). Seguono Africa (22% del totale e un fatturato di 2,4 miliardi) e il Medio Oriente (8,4% e 932 milioni di euro).

Tabella n.2 – Primi 10 paesi per valore delle esportazioni. Anni 2012 e 2013 (valori in euro)

Classifica Paese ESPORTAZIONI
2012 2013 Var. %2012/2013
1 Turchia 1.377.649.689 1.333.178.643 -3,2
2 Francia 1.128.455.016 901.714.573 -20,1
3 Libia 679.677.372 785.865.613 15,6
4 Stati Uniti 1.234.339.863 711.171.800 -42,4
5 Slovenia 1.015.441.286 564.430.026 -44,4
6 Egitto 612.392.947 465.674.135 -24,0
7 Gibilterra 453.256.388 418.829.608 -7,6
8 Algeria 539.840.149 398.328.662 -26,2
9 Tunisia 411.647.297 391.551.830 -4,9
10 Malta 517.450.047 385.021.355 -25,6

Fonte: Unioncamere Sicilia su dati Istat

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Categoria Eventi Svolti