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Sostenibilità ambientale

Obiettivi progetto: Sostenibilità ambientale

Il programma è finalizzato a promuovere un ulteriore crescita e posizionamento del Sistema camerale in materia ambientale con la messa in campo di servizi innovativi e tecnologicamente avanzati a supporto delle imprese e della PA per la nascita di un mercato circolare.

La questione ambientale è diventata prioritaria anche sul piano imprenditoriale ed in Italia molte pmi hanno già intrapreso la strada della sostenibilità. Come tracciato dal Nuovo Piano d’azione per l’Economia circolare dell’Unione Europea l’applicazione dei principi dell’economia circolare nell’insieme dell’economia dell’UE potrebbe aumentarne il PIL di un ulteriore 0,5 % entro il 2030, creando circa 700.000 nuovi posti di lavoro. Esiste un chiaro vantaggio commerciale anche per le singole imprese: le imprese manifatturiere dell’UE destinano in media circa il 40 % della spesa all’acquisto di materiali, i modelli a ciclo chiuso possono pertanto incrementare la loro redditività, proteggendoli nel contempo dalle fluttuazioni dei prezzi delle risorse. Non a caso, infatti, il Next Generation Fund e le relative linee di azione proposte in ambito nazionale (NextgenerationItalia) individuano nella sostenibilità oltre che nella modernizzazione in chiave digitale della PA alcune delle linee di azione per uscire dalla crisi post Covid. Il modello di economia circolare rappresenta, quindi, un’opportunità per le PMI in quanto nasce dall’esigenza di affrontare contemporaneamente delle situazioni di criticità di natura economica, ambientale e sociale. Per accompagnare questo processo di transizione la PA è chiamata ad uno sforzo di modernizzazione dei servizi offerti alle imprese utilizzando al meglio le tecnologie disponibili e creando un ambiente favorevole all’innovazione. Il sistema camerale è chiamato a partecipare a questo ampio processo di modernizzazione accompagnando il processo di trasformazione del sistema produttivo.

In materia ambientale nel corso del 2020 sono stati approvati una serie di provvedimenti di recepimento di Direttive Europee che hanno dato un nuovo slancio al processo di transizione ecologica, quali:

  • D.lgs. 116/2020 (parte del cd. Pacchetto dell’economia circolare) che recepisce la Direttiva UE 2018/851 su rifiuti e imballaggi.

Quest’ultimo nel riscrivere la disciplina della gestione dei rifiuti modificando la Parte IV del D.lgs. 152/2006, introduce alcune importanti disposizioni volte a proiettare il sistema produttivo da un modello di economia lineare ad un modello di economia circolare.

  • D.lgs. 47/2020 che recepisce la direttiva (UE) 2018/410 per sostenere una riduzione delle emissioni più efficace sotto il profilo dei costi e promuovere investimenti a favore di basse emissioni di carbonio.

Il D.lgs. 116/2020 che recepisce la Direttiva 2018/851 introduce importanti novità nella legislazione in materia di rifiuti, tra le quali:

  • responsabilità estesa del produttore, con la previsione di un registro unico dei produttori;
  • tracciabilità dei rifiuti: con l’introduzione della possibilità di una vidimazione digitale del formulario e l’istituzione del registro elettronico nazionale per la tracciabilità;
  • pianificazione regionale della gestione dei rifiuti, con l’obbligo in capo alle regioni di comunicare al Ministero l’adozione e l’attuazione dei piani regionali ed esercitare un ruolo di vigilanza attraverso la raccolta e la pubblicazione di una serie di informazioni.

Altro pilastro dell’economia circolare è costituito dai sottoprodotti che hanno già ricevuto una prima regolamentazione con il Decreto Ministeriale 264/2016 che conteneva criteri per agevolare la dimostrazione della sussistenza dei requisiti per la qualifica dei residui di produzione come sottoprodotti e non come rifiuti.

Infine va ricordato che le previsioni della Direttiva in merito alla cessazione della qualifica del rifiuto erano già state recepite con la Legge 128/2019 che stabilisce i criteri per il rilascio delle autorizzazioni per lo svolgimento delle operazioni di recupero che prevedono la cessazione della qualifica di rifiuto.

Particolare evidenza è posta in merito alla raccolta di dati ed informazioni ambientali (ambito questo nel quale il sistema camerale ha sviluppato nel tempo ampie competenze):

  • le informazioni relative ai produttori di beni e alle quantità immesse sul mercato è determinante con riferimento alla responsabilità estesa del produttore;
  • i dati di produzione, movimentazione e gestione dei rifiuti sono fondamentali per garantire la tracciabilità, e il calcolo degli obiettivi di raccolta e riciclo;
  • la valorizzazione di indicatori è necessaria per il monitoraggio dell’attuazione della pianificazione territoriale.

Per quanto concerne, inoltre, l’ambito delle emissioni, il D.lgs 47/2020 si pone l’obiettivo di aiutare l’industria e il settore energetico a rispondere alle sfide dell’innovazione e degli investimenti richiesti dalla transizione verso un’economia a basse emissioni di carbonio attraverso vari meccanismi di finanziamento ed in particolare intende:

  • rafforzare l’Emission Trading System come stimolo agli investimenti;
  • valorizzare il potenziale dei vari settori tecnologico industriali italiani nello sviluppo di progetti internazionali per la riduzione delle emissioni.

Le nuove disposizioni normative, intervenendo sul quadro normativo vigente, oltre a comportare un impatto sulle attività delle camere prefigurano una possibilità di ulteriore di crescita e posizionamento del Sistema camerale in materia ambientale con la messa in campo di servizi innovativi e tecnologicamente avanzati a supporto delle imprese e della PA per la nascita di un mercato circolare.

Il programma intende rispondere a questa importante sfida consentendo:

  • rafforzare il know-how del sistema camerale sul complesso delle nuove norme ambientali in merito alle quali le Camere di commercio possono potenziare il proprio ruolo a supporto del processo di transizione economica delle imprese;
  • supportare il sistema camerale nella realizzazione di eventi informativi alle imprese sulle nuove disposizioni normative ambientali che vedono il coinvolgimento del sistema camerale nazionale;
  • avviare, al contempo, un percorso di sperimentazione di alcuni servizi innovativi valorizzando le competenze acquisite in materia di sistemi informativi ambientali tecnologicamente avanzati e l’articolato patrimonio di dati informativi economici e ambientali delle imprese.
  • Consentire alle camere di commercio che hanno avviato nell’ambito del Prototipo del Fondo di perequazione 2017-2018 “Azioni per la promozione dell’Economia circolare”, di proseguire le attività avviate realizzando interventi puntuali a supporto delle imprese in materia di economica.

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